Le domande da fare prima di firmare
Scegliere a chi affidare lo sviluppo di un'app è più difficile che scegliere chi ti fa il sito. I preventivi variano di molto, le proposte sembrano tutte uguali, e le differenze vere emergono un anno dopo, quando l'app va aggiornata o quando decidi di cambiare fornitore.
Queste sono le domande che conviene fare prima di firmare, e cosa aspettarsi come risposta.
App nativa o app ibrida?
Un'app nativa è sviluppata per la piattaforma su cui gira: linguaggi e strumenti di iOS per iPhone, di Android per il resto. Un'app ibrida usa un'unica base di codice per entrambe, e in alcuni casi non è che un sito web dentro un contenitore.
L'ibrido costa meno e per progetti semplici può bastare. Ma se l'app deve usare a fondo le funzioni del dispositivo, restare fluida con molti dati, o funzionare bene anche a connessione debole, la differenza si sente. Chiedi quale strada propongono e, soprattutto, perché: una risposta che spiega il compromesso vale più di una che promette il meglio di entrambi i mondi.
Chi possiede il codice?
Ci sono tre risposte possibili e conviene sapere quale ti stanno dando.
Il codice può esserti ceduto insieme al progetto, può restare del fornitore e venirti concesso in licenza d'uso, oppure può essere costruito su una piattaforma di terze parti su cui nessuno dei due ha davvero controllo. Nessuna delle tre è sbagliata in sé: quello che conta è che sia scritto nel contratto e che tu sappia cosa stai comprando.
La domanda pratica da fare è un'altra, ed è quella che di solito nessuno fa: i dati sono miei e posso esportarli? Utenti, contenuti, storico. Perché il software si può rifare, i dati accumulati in anni no.
A chi sono intestati gli account sugli store
È il punto su cui si trovano le sorprese più sgradevoli, e quasi nessuno ci pensa al momento della firma.
L'app va pubblicata su App Store e Google Play, e per farlo serve un account sviluppatore. Se quell'account è intestato al fornitore, la tua app vive dentro il suo profilo: le recensioni, le valutazioni, i dati di download stanno lì. Se un domani cambi agenzia, spostare l'app è complicato e a volte impossibile — si ripubblica da zero, perdendo le recensioni accumulate e costringendo gli utenti a scaricare di nuovo.
Se invece gli account sono intestati alla tua azienda, l'app resta tua qualunque cosa succeda al rapporto con chi l'ha sviluppata. Chiedilo esplicitamente e fattelo mettere per iscritto.
Cosa succede dopo la pubblicazione
Un'app non è un progetto che finisce il giorno del lancio. iOS e Android rilasciano nuove versioni ogni anno, e ogni volta gli store alzano i requisiti minimi: un'app che non viene aggiornata smette di funzionare correttamente nel giro di un paio d'anni, e in certi casi viene rimossa.
Quindi chiedi cosa comprende l'assistenza, cosa si paga a parte, e con che tempi si interviene quando qualcosa si rompe. Un preventivo che parla solo dello sviluppo iniziale è un preventivo incompleto, non un preventivo conveniente.
Le domande, in breve
- Native o ibride, e perché proprio questa scelta per il mio progetto?
- Chi possiede il codice, e cosa dice esattamente il contratto?
- Posso esportare i miei dati, e in che formato?
- Gli account sugli store sono intestati a me o a voi?
- Cosa comprende l'assistenza dopo il lancio e cosa si paga a parte?
- Chi si occupa degli aggiornamenti quando esce una nuova versione di iOS o Android?
Se stai valutando lo sviluppo di un'app a Firenze e vuoi capire cosa comporta nel tuo caso, raccontaci l'idea: ti diciamo cosa serve per realizzarla.
