Copyright e accordo tra istituzioni UE

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Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla riforma del copyright, accordo informale che era stato raggiunto tra i negoziatori del Consiglio e l’Eurocamera. Il testo è passato con 16 voti a favore, 9 contrari e zero astenuti. Dopo il benestare della commissione UE il testo passa alla seconda plenaria del 25- 28 marzo a Strasburgo.

Lo scorso 20 febbraio i rappresentanti dei 28 Stati membri avevano dato l’ok al testo della direttiva approvato la settimana precedente dalle istituzioni Ue congiunte. La presidenza romena della Ue aveva fatto sapere che il testo aveva ricevuto un ampio sostegno, ma si erano espressi contrari Italia, Olanda, Polonia, Finlandia e Lussemburgo. L’accordo raggiunto tra i negoziatori dell’Ue mira a garantire che i diritti e gli obblighi della legge sul copyright si applichino anche a Internet.

L’obiettivo principale della nuova misura è modernizzare il diritto d’autore nell’era della rivoluzione digitale, dato che l’ultima legge in merito risale al 2001. L’idea è di obbligare le piattaforme online, per esempio YouTube, a pagare meglio i creatori di contenuti e a controllare che ciò che viene pubblicato dagli utenti non sia protetto da copyright (art.13). La riforma prevede anche la creazione di un nuovo diritto per gli editori, che permetterebbe a giornali, riviste e agenzie di stampa di farsi pagare quando i loro contenuti vengono riutilizzati online, ad esempio con titoli e brevi estratti (art.11).

Le reazioni degli editori e dei politici

Gli editori europei, Emma, Enpa, Epc e Nme, si sono mostrati a favore della riforma: "Accogliamo con favore la decisione della commissione Juri e ora facciamo appello alla plenaria a votare a sostegno del vitalepanorama culturale e mediatico dell'Europa come ha fatto a larga maggioranza lo scorso settembre"."E' un passo avanti democratico verso il conseguimento di un diritto d'autore adeguato per l'era digitale. Il testo, come concordato nel trilogo, modernizzerebbe il copyright con un approccio proporzionato che non soffoca l'innovazione digitale".

Per quanto riguarda il mondo politico i pareri sono discordanti.  Non sono a favore l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi che considera la riforma "una ferita alla libertà della rete perché vengono di fatto confermati i due articoli più controversi, quello 11 che introduce la cosiddetta #linktax e il 13 che prevede una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione, dando il via all’uso di filtri automatici"; e Mario Adinolfi che afferma "il testo presenta alcuni aspetti di vaghezza che determinano una situazione di incertezza giuridica, andando a danno sia degli autori e dei creatori che degli operatori economici del settore e rischiando di frammentare il mercato digitale unico. L’eccezione a favore delle startup europee, frutto del compromesso tra Germania e Francia in Consiglio non convince perché di difficile applicazione a qualche situazione concreta".

Al contrario, considerano un vantaggio modernizzare il diritto d’autore: l'europarlamentare del Pd, Enrico Gasbarra "La riforma sul diritto d'autore compie un altro fondamentale passo verso il via libera finale. Il diritto d'autore vince sui giganti dei web"."Dal CabSat al copyright, insieme a molti colleghi della delegazi ne Pd in Europa, anche in contrasto con alcuni parlamentari socialisti, ci siamo battuti per fissare dei principi che ritengo inviolabili a tutela delle tante professionalità anche italiane nel mondo dell'editoria, delle tv, del cinema e della creatività". "La libertà della Rete così come quella delle piattaforme di ricerca o di carattere educativo o enciclopedico, ad esempio Wikipedia, non è in alcun modo messa in discussione da questa riforma. Il nuovo copyright tutela le  produzioni e i diritti della nostra industria cinematografica e di produzioni tv molto ambite all'estero e mette a riparo, grazie al riconoscimento dei diritti d'autore, migliaia di posti di lavoro di un settore straordinario per la cultura italiana"; e la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, componente della commissione politiche Ue alla Camera che afferma quanto segue "In questo modo artisti, giornalisti, autori, creativi, musicisti, interpreti, sceneggiatori, scrittori, fotografi ecc, che producono contenuti, vedranno giustamente riconosciuto il loro lavoro e il loro diritto d'autore anche su internet"."Adesso, invece, a dettar legge, ma senza pagare, sono i colossi del web che approfittano dell'assenza di regole per fare ciò che vogliono, a scapito delle aziende italiane che producono cultura. Siccome noi consideriamo la cultura un valore, non esitiamo a difendere questa riforma che non toglie nulla agli utenti del web, ma riconosce il valore di chi produce contenuti. Purtroppo, i giganti del web, e il loro braccio armato in parlamento, i cinque stelle, stanno cercando in tutti i modi di bloccare la riforma perchè preferiscono il far west rispetto alla legge".

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