Manualità e digitalizzazione

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Oggi giorno sempre più archivi di musei e biblioteche vengono digitalizzati. E, tra i tanti tesori che contengono, ci sono anche le mappe: migliaia e migliaia di piante e carte nautiche, cittadine, celesti, storiche, geologiche, economiche, climatiche, statistiche, planimetriche, topografiche, che grazie al sistema di digitalizzazione gli utenti possono comodamente consultare e scaricare online.

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Al di là del loro valore puramente geografico/scientifico, sono molto interessanti da studiare per via di tutti i preziosi accorgimenti grafici (dalla scelta cromatica a quella dei caratteri tipografici) che danno loro un vero e proprio “volto” , assai diverso da quello delle ben più precise moderne mappe contemporanee. Le mappe storiche rappresentano opere d’arte, fatte da veri e propri artisti. Proprio così, i cartografi di un tempo, oltre ad essere studiosi meticolosi della geografia, impersonificavano i “grafici” di oggi giorno. Attraverso i colori e le ombre rappresentavano i rilievi del terreno, compito che oggi spetta ai software.

Il designer Scott Reinhard ha unito il mondo della grafica delle mappe di fine ‘800- inizio ‘900 a quello dell’attuale grafica 3D, ottenendo degli ibridi davvero interessanti, mostrando un'acuta abilità con mappe e visualizzazione di informazioni. A fine dello scorso anno (2018) Reinhard ha iniziato la sua ricerca negli archivi storici sperimentando il suo metodo, i cui risultati sono adesso stati pubblicati sul suo profilo Instagram.

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Questo è un grande esempio di fusione fra antichità e modernità che da vita a un risultato affascinante e senza tempo.

Il segreto?  La grafica 3D

Fonte: https://bit.ly/2sqC1ib