L'Unione Europea e l'Intelligenza artificiale

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L'Europa, in data 18 dicembre 2018 ha pubblicato il "codice etico sull'intelligenza artificiale (Ai)". Il documento è online e contiene le linee guida per illustrare soluzioni tecniche e non tecniche su come fornire trasparenza e responsabilità intorno all'Ai, e incoraggiare le aziende e i ricercatori a sviluppare protezioni della privacy, non discriminazione e supervisione umana nei loro progetti in una fase iniziale. Il documento è aperto ad eventuali consigli, in attesa della versione definitiva che arriverà a marzo c.a.. Sostanzialmente il codice contiene il ruolo della dignità umana.

L'intelligenza artificiale non dovrà mai danneggiare gli esseri umani (neppure gli animali o la natura)e questa tutela dovrà essere garantita sotto diversi profili: quello della dignità, della sicurezza fisica, psicologica e finanziaria. Inoltre, le macchine intelligenti dovranno sempre operare in favore della realizzazione dell'autonomia dell'uomo e mai riducendola. Secondo gli esperti selezionati dal mondo accademico, dell'industria e della società civile che hanno lavorato per conto della Commissione europea al documento, va evitata un'eccessiva dipendenza da questi software per salvaguardare l'autonomia dell'uomo.

È di primaria importanza che i meccanismi di funzionamento di dispositivi Ai siano trasparenti, accessibili e in linea di principio comprensibili a tutti, in modo tale che lo sfruttamento delle loro potenzialità vada a beneficio della collettività.

L’Europa, rispetto agli U.S.A. Ed alla Cina è in ritardo nell’approccio a questa tecnologia Per questo motivo nel 2017 si è data l’obiettivo di aumentare gli investimenti con almeno 20 miliardi di euro (22,8 miliardi di dollari) nella ricerca dell'intelligenza artificiale entro il 2020 e la stessa quantità all'anno nel decennio successivo. Insieme agli investimenti, l'Ue scommette sul fatto che questo documento contribuirà a generare fiducia da parte degli utenti: fissare regole che valgono per tutti e a tutela dei consumatori e delle aziende.

Fonte: https://bit.ly/2QLtDs3