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Il mondo della pubblica amministrazione si è sempre dimostrato refrattario alle innovazioni tecnologiche.

Oggi giorno, con pochi clic, riusciamo a completare un acquisto su internet ma la generazione o la richiesta di un documento, passando per i canali ufficiali come ad esempio la carta di identità o il passaporto, è cmq un percorso travagliato e difficile.

In questa eterna diatriba fra la facilità del mondo digitale e l'arroganza e l’inflessibilità delle pubbliche amministrazioni è arrivato un inconsueto team di Bergamo a proporre un’innovativa applicazione, che consisterà nell'utilizzo del cellulare come unico depositario di tutti i nostri documenti.

Questa non è proprio una completa novità; già da tempo è possibile impiegare il cellulare come una carta di credito elettronica, consentendoci di lasciare la carta di credito fisica a casa; ciò non risolve la questione dei documenti con valore ufficiale che portiamo con noi ogni giorno.

 

Da qui nasce l’idea di 4 amici quarantenni del calcetto: Achille Pievani, (ex fornaio e attualmente venditore di guarnizioni) il padre del progetto, ha chiesto un parere e una collaborazione al compagno di squadra Lorenzo Muratori, l’informatico del gruppo, che ha dato il suo beneplacito alla realizzazione; l’avvocato Vegini ha preparato la documentazione necessaria per la domanda di brevetto e Gabriele Lavelli, imprenditore, è diventato lo sponsor di questa app rivoluzionaria.

 

Dal 2018 il Ministero dello sviluppo economico gli ha resi i depositari dell’idea; resta da validare la proprietà intellettuale a livello internazionale, per Europa, Stati Uniti e Cina; mancano ancora alcuni dettagli implementativi che consentiranno a questa idea di venire realizzata, soprattutto in Italia, paese dalle mille identità; dove si passa dallo Spid, al Cns, alla carta di identità elettronica, al passaporto elettronico, alla carta di identità cartacea; dove abbiamo mille documenti diversi, per fare mille cose diverse, su mille portali diversi che non si parlano fra loro.

In cosa consiste questa invenzione?

FOD(Fast Official Documents) è un‘app protetta da sistemi di autenticazione univoca e crittografia legata a fattori quali la sim inserita nel cell, l’imei di quest’ultimo e altro che non viene pubblicizzato per non ridurne l’efficacia.

 

In realtà l’acronimo fod fa rizzare un po’ i capelli a chi ha dimestichezza con l’aeronautica: significa Foreign Object Debris, “corpi estranei presenti all'interno di un aeroporto che possono causare danni ad un velivolo”. Nel 2000 Il famosissimo Concorde è precipitato per questo motivo. Speriamo che questa denominazione sia solo un caso e a loro porti più fortuna!

Di sicuro, dovranno fare i conti con i big player del Cloud: Microsoft, Google e Amazon. Ce la faranno a non essere asfaltati?

 

Il team di Bergamo ha già dichiarato: non siamo Google ma se Google vuole fare una cosa simile dovrà vedersela con noi!

Bisogna ricordare infine che nel nostro paese vige l’obbligo di fornire le proprie generalità quando richieste da un pubblico ufficiale; a meno di non essere alla guida di un veicolo o di dover prendere un aereo, non saremmo tenuti a esibire i documenti. L’incertezza normativa frena anche l’utilizzo dei metodi di pagamento da smartphone, dato che in pochi si fidano a lasciare il portafoglio a casa. Tramite questa app sarà possibile farlo in serenità.

Basterà questo ad alleggerire i nostri cappotti? Staremo a vedere!

Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/2020/02/25/i-4-amici-del-calcetto-e-lapp-che-fa-gola-a-google/